lunedì 16 dicembre 2013

Stato Sovrano contro Impero

AL SERVIZIO DEI COLONIALISTI
"Le nazioni non esistono: sono per metà una teoria politica fra le tante, e per l’altra metà un accordo fra le case regnanti di due secoli fa. Le nazioni non esistono: in natura esistono le persone, le comunità che si formano e si autogovernano liberamente, e il grande mondo. Non abbiamo bisogno di altro per vivere liberi." Fabrizio Rondolino 2011 (Rondolino, carriera nella FGCI e a l'Unità, già consigliori di D'Alema per poi approdare a La Stampa e a Vanity Fair e a Donna Moderna ... prossima tappa Topolino?)

Da che mondo è mondo, gli imperi racchiudono in vasti territori aree geografiche e relative popolazioni, gli imperi per esistere, infatti, non vogliono confini, dazi, dogane e tanto-meno Stati Sovrani e relativi governi legittimati dalle popolazioni di territori omogenei.
Mentre è vero che per sviluppare una sana economia, un territorio deve avere confini, dazi, dogane e soprattutto avere quanto più controllo possibile su una sua valuta, che all'atto dell'emissione rappresenta il debito della nazione (Stato Sovrano) ma anche la sua potenzialità. La storia dimostra infatti che solo in presenza di STATI SOVRANI i territori e le popolazioni hanno avuto la possibilità di incrementare il loro tasso di civiltà e di ricchezza, la storia dimostra che quando gli Stati Sovrani sono stati abbattuti, vedi UE ed Euro, le cose si fanno infernali.
In sostanza, non esistono vie di mezzo, o si è colonie di un qualche impero, o si è Stati Sovrani, il resto sono fantasie che fanno solo il gioco delle oligarchie dominanti.
A Rondolino che vaneggia di "comunità che si autogovernano" si dovrebbe chiedere come sarebbe possibile per micro-comunità gestire una propria valuta, come sarebbe possibile fare massicci investimenti infrastrutturali, come sarebbe possibile creare così tanta nuova ricchezza diffusa da potersi permettere la civiltà, visto che la civiltà costa, e poi, i numeri parlano chiaro, come sarebbe possibile per micro-comunità resistere a miliardi di nuovi africani ed asiatici che in una fase di declino culturale ed economico continueranno ad invadere un territorio ad ormai crescita demografica sottozero, i popoli europei, già nella prossima generazione, non controlleranno più i "loro territori", infatti a fronte di 80 milioni di nuovi giovani europei, Africa ed Asia risponderanno con 2.000 milioni di nuovi giovani, non so se è chiara la sproporzione.

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