mercoledì 1 gennaio 2014

La politica imperiale britannica è riuscita a drasticamente De-industrializzazione dell'Europa nel corso dell'ultimo mezzo secolo

Il cambiamento di paradigma post-industriale inaugurato con l'assassinio del presidente Kennedy nel 1963 sponsorizzato dai britannici, ha cambiato drammaticamente la natura del rapporto di lavoro e delle attività economiche, non solo gli Stati Uniti, ma anche in Europa. 
In Germania, per esempio, nel 1953 l'occupazione nel settore produttivo era del 45% dell'occupazione totale, mentre l'occupazione nel settore dei servizi era un moderato 34%. Ma nel 2013, 60 anni dopo, l'occupazione industriale in Germania è caduta a meno del 25% del totale, mentre i servizi toccano il 74% - e questo nel paese che conserva ancora la base industriale più forte rispetto al resto d'Europa.
 In Francia, per esempio, nel 2013 i servizi occupano il 79% della forza lavoro totale, mentre l'industria ne impiega meno del 19%. In Spagna i servizi costituiscono il 78% dell'occupazione totale, con l'industria ad un triste e misero 18%.
Si noti che tutte queste cifre sono per le percentuali di impiego pubblico totale, e non tengono conto delle crescenti fila dei disoccupati come percentuale della forza lavoro totale. Inoltre, i dati ufficiali sulla disoccupazione totale in Europa sono irreali perchè sottovalutano il tasso reale di disoccupazione, escludendo coloro che scoraggiati non cercano più un lavoro e pertanto non sono più conteggiati nella forza lavoro,e anche i posti di lavoro part-time portano a statistiche errate che non rispecchiano la realtà della miseria.
Pertanto un calcolo più realistico, basato su proprie statistiche di Eurostat, mostra che la disoccupazione reale in Germania non è  del 5,3%, ma almeno il 12%, in Francia tasso ufficiale è di 11%, ma la disoccupazione reale se il 17,4%, in Spagna, la disoccupazione ufficiale è al 27%, ma la disoccupazione reale è del 40%. E il Portogallo, l'Italia e l'Irlanda hanno tutti tassi di disoccupazione reale nel range del 20-30%.
Alcuni esempi specifici dei risultati di questa intenzionale politica genocida che dura da decenni:
basta guardare alla Grecia, la nazione che è stato costretta ad accettare le condizioni più brutali del sistema dell'UE, e si può ora vedere che i salvataggi non stanno aiutando la popolazione, e la troika stessa ha ammesso di non perseguire il bene dei cittadini. Ben il 70% degli "aiuti" concessi è andato direttamente al sistema bancario e per il debito, mentre il restante 30% è stato utilizzato per riempire buchi di bilancio greco sotto ricatto degli usurai.
In Europa più in generale, è stato adottato il programma della regina Elisabetta Windsor, per la riduzione della popolazione, e per la de-industrializzazione. Infatti in nEuropa si soffre del crollo della densità del flusso energetico visto che il totale dell'energia prodotta col nucleare è scesa dal 35 al 30%, preferendo ricorrere a sistemi di generazione vecchi di secoli, come l'obsoleta e vorace (di soldi pubblici a perdere) tecnologia dei mulini a vento, "tecnologia" che non può certo fornire l'energia necessaria al mantenimento di miliardi di esseri umani.




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