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venerdì 16 maggio 2014

Le origini della crisi

L' inizio della corsa alla deregulation e alla “globalizzazione” dei mercati finanziari risale alla fine degli anni '60, inizio anni '70. 
A partire da quel periodo, le grandi banche internazionali americane, come la Chase Manhattan e la Citicorp, iniziarono a cercare nuovi impieghi del capitale che fruttassero alti profitti, in quanto gli investimenti nell'economia interna americana non erano così profittevoli come quelli all'estero. Nel 1971, decine di miliardi di dollari avevano già abbandonato gli Stati Uniti ed erano approdati in Europa. L'astuto Sir Siegmund Warburg, presidente della omonima e celebre banca britannica, si recò allora a Washington per convincere il Tesoro e il Dipartimento di Stato USA a far rimanere all'estero quei capitali, in modo che Londra potesse usarli per ripristinare il ruolo di “banchiere mondiale” che la City aveva svolto fino al 1914. 
E' ironico che il primo prestito in “Eurobbligazioni” sottoscritto da Siegmund Warburg fosse quello di 15 milioni di dollari lanciato dalla Società Autostrade dell'IRI. (La fine dello Stato Sovrano caduto nelle mani dell'usura).

La vera trovata di Warburg fu però l'uso dei dollari espatriati in Europa, i cosiddetti “Eurodollari”, che si rivelarono l'innovazione finanziaria più destabilizzante degli anni settanta. Il Presidente Nixon, seguendo il consiglio di George Shultz e Paul Volcker, annunciò il 15 agosto 1971 che da quel momento in poi Washington e la Federal Reserve, la banca centrale USA, si sarebbero rifiutate di riscattare in oro i dollari posseduti dalle altre banche centrali. Washington stracciò, con atto unilaterale, gli accordi di Bretton Woods del 1944 che stabilivano l'ordine monetario postbellico. Di colpo, il mondo si ritrovò ostaggio di un regime di “TASSI DI CAMBIO FLUTTUANTI” che trasformò il sistema monetario basato sul dollaro in una gigantesca arena speculativa.

Nel maggio 1973, sei mesi prima che scoppiasse la “crisi petrolifera”, l'oligarchia politico-finanziaria angloamericana si riunì nella località svedese di Saltsjoebaden per discutere la fase successiva del “ricatto” esercitato per mezzo del dollaro sull'economia mondiale. Tra gli ospiti di quel ristretto gruppo di potenti, riuniti sotto l'egida del Club Bilderberg, c'era il Presidente della FIAT Gianni Agnelli. 
Si discusse che bisognava persuadere l'OPEC ad AUMENTARE IL PREZZO DEL PETROLIO DEL 400%. Dato che dal 1945 il petrolio si acquistava solo con dollari, la mossa avrebbe automaticamente quadruplicato la domanda di dollari sul mercato internazionale.
Henry Kissinger, un altro ospite della riunione segreta del Bilderberg, battezzò l'idea col nome di “riciclaggio dei petrodollari”. 
I suoi interlocutori, come Lord Richardson della British Petroleum, Robert O. Anderson dell'americana Atlantic Ritchfield Corporation (ARCO) o lo svedese Marcus Wallenberg, non erano interessati a discutere come impedire i catastrofici effetti sull'economia mondiale derivanti da un quadruplicamento del prezzo del petrolio, ma, piuttosto, l'intera discussione ruotò attorno all'idea di come assicurare che poche, scelte banche americane controllassero la nuova ricchezza dei “petrodollari” in mano araba. 
Si trattava quindi di come aumentare il potere nelle mani delle banche di Londra e New York, del cartello petrolifero e dei loro amici europei, alle spese del resto del mondo.
A seguito delle due crisi petrolifere orchestrate da Londra negli anni Settanta, paesi che erano allora in via di sviluppo, come il Brasile, l'Argentina, il Perù, alcuni paesi africani e altri del patto di Varsavia come la Polonia, cominciarono a indebitarsi pesantemente presso le banche inglesi che controllavano il mercato dell'Eurodollaro. A seguito del sintetico e truffaldino aumento del 400% dei prezzi petroliferi, la loro bilancia dei pagamenti registrava forti passivi ed avevano quindi disperatamente bisogno di crediti.
Le banche inglesi dell'Eurodollaro sapevano benissimo che questi paesi non volevano ricorrere al FMI, per non sottostare alle dure condizioni, e offrirono generosamente il CREDITO PRIVATO attraverso il mercato off-shore dell'Eurodollaro. Questo mercato off-shore aveva la sua capitale a Londra ed era nato da quello che Henry Kissinger allora definì "IL RICICLAGGIO DEI PETRODOLLARI", gli incalcolabili proventi del petrolio che finirono nei conti dei paesi esportatori di petrolio. Le banche inglesi prestavano i depositi degli sceicchi e dei paesi dell'OPEC alle vittime di quell'incredibile rincaro del prezzo del petrolio che lo stesso Henry Kissinger aveva ordito in combutta con quel gruppo di banche. 
Nel giustificare gli enormi prestiti ai paesi latinoamericani il presidente della Citibank Walter Wriston dichiarò: "Le imprese falliscono, gli stati no".
Quei prestiti in petrodollari contenevano una postilla che si rivelò un capestro. Gli interessi sui prestiti dovevano essere "fluttuanti" secondo il Libor, il tasso interbancario di Londra. Prima del giugno 1979 i tassi di Londra erano concordemente considerati a buon mercato. Nessuno prima poteva sospettare che improvvisamente il premier britannico MARGARET THATCHER, prontamente seguita da PAUL VOLCKER della Federal Reserve USA, decidesse una impennata dei tassi d'interesse. A seguito di quei rialzi, alla fine del 1979 i tassi Libor sui crediti di Eurodollari al Terzo Mondo era triplicato in poche settimane.
Fu così accesa la miccia della bomba del debito del settore in via di sviluppo.
Negli anni '80, dopo due crisi petrolifere e l'equivalente shock della stretta creditizia pilotata da Paul Volcker alla guida della Federal Reserve (1979-1982), la deregulation finanziaria di Thatcher e Reagan creò, nel contesto di un valore “FLUTTUANTE” del dollaro e del riciclaggio di prestiti in petrodollari che rifinanziavano il deficit dei paesi del Terzo Mondo, venne pianificato un nuovo riciclaggio, quello DEI NARCO-DOLLARI. Inoltre gli USA desideravano aumentare il valore del dollaro e raggiunsero l'obiettivo con grande efficacia. Tra il 1979 e il 1980 il dollaro raddoppia il proprio valore rispetto al marco e alla sterlina. Rispetto alla lira passa da poco più di 600 a 2200 lire e sale in modo ancora più acuto nei confronti delle monete del terzo mondo (meraviglie dei cambi fluttuanti).
La liberalizzazione delle transazioni finanziarie in Europa e negli Stati Uniti negli anni "90 è servita infatti ad aprire le porte al riciclaggio dei proventi illeciti della droga, che nel 1990 si stimava in un valore tra i 600 e i 1000 miliardi di dollari.
Negli stessi anni le autorità soprannazionali (UE, FMI, Banca Mondiale, Bilderberg, Trilaterale, Aspen) e i potentati colonialisti di Wall Street e della City, imposero massicce operazioni di abbattimento degli Stati Sovrani con le deregolamentazioni, le privatizzazioni e le liberalizzazioni, oltre che spingere verso le trappole più micidiali, i trattati europei e l'Euro.
In questo modo anche le (una volta) ricche nazioni occidentali finirono pesantemente sotto il ricatto del debito pubblico e privato, ma soprattutto venne impedito loro di ricorrere al credito pubblico e alla difesa degli interessi nazionali.
Il tutto per permettere un sempre più ferreo controllo delle sorti del mondo da parte della ristretta cerchia di oligarchi e anche per mantenere gonfie le bolle speculative createsi fin da dopo l'assassinio di JF Kennedy, bolle che per restare gonfie necessitano di ricchezze reali, ricchezze sottratte agli Stati e alle popolazioni, ricchezze che negli ultimi anni sono state sottratte con i "Bail-Out" (i salvataggi pubblici delle banche e dei mercati falliti) e prossimamente coi Bail-In" (furto dei c\c sul modello di Cipro); non basterà, ecco perchè stanno anche preparando l'ennesima guerra globale usando nazisti e terrorismo islamico in mezzo mondo come micce da innesco.
Glass-Steagall e impeachment di Obama, sono le sole mosse utili all'umanità.

venerdì 13 dicembre 2013

Barnard la truffa

Per Barnard si deve accettare l'usura e la speculazione, lo dice chiaramente, "anche se questo governo se ne andasse, i subentranti dovrebbero andare a discutere con l'ECONFIN, con il FMI, con JP Morgan"
Dice anche: "MMT sta portando proposte di GRANDE COMPETENZA ECONOMICA che vengono da 100 anni di economia dei più grandi economisti della storia" (JM Keynes, pedofilo, colonialista, speculatore, adoratore di Hitler, mondialista?).
Proposta di Barnard: "lasciamo stare la discussione euro o no-euro (tanto che l'euro sia fallito e che l'euro stia distruggendo la civiltà ai quackanomics non interessa affatto) e usiamo i Mosler-bonds" altro debito contratto a strozzo con gli speculatori, con quelle stesse banche che trafficano coi soldi di tutte le mafie del mondo e che finanziano i terroristi di Al Qaeda per mandare a rotoli la civiltà!
Questi Mosler-bonds sarebbero garantiti da crediti di imposta,  un chiaro invito ai grandi speculatori per venire ad investire in Italia in gioco d'azzardo e speculazioni ambientaliste, perchè per loro non esiste nessuna differenza tra investimenti ad alto tasso di capitale e di energia ed investimenti che invece succhiano ricchezze reali e distruggono la civiltà
In sostanza questa pletora di quackanomics consiglia di continuare ad emettere debito nelle mani della speculazione internazionale, i monetaristi non propongono di distruggere la speculazione tramite Glass-Steagall e di cominciare ad emettere CREDITO PRODUTTIVO attraverso una BANCA NAZIONALE che renderebbe la nazione libera da speculatori ed usurai, infatti Barnard non mette affatto in discussione la permanenza della colonia Italia nella trappola sintetica della UE.
In parole povere, i Mosler-bond non sono altro che altra cartastraccia che però ci legherebbero sempre più la corda al collo, corda che hanno in mano i padroni dei monetaristi, di Barnard e della MMT, e cioè la City e Wall Street, ambienti che appunto Mosler, ma anche il pedofilo JM Keynes, apprezzano ed apprezzavano moltissimo.
Altro aspetto fondamentale, per comprendere la grande truffa di questi incompetenti, è che per loro le mega bolle speculative ormai in fase prossima all'esplosione, non esistono, l'iperinflazione che viene pompata continuamente attraverso la stampa e la diffusione di decine di migliaia di miliardi di dollari, euro, yen, sterline, per loro non esiste, ecco perché giustamente, FD Roosevelt ridicolizzava questi monetaristi definendoli "matematici e non economisti".

Infine, il "mercato" a cui Barnard consiglia di rivolgersi, è costituito, oltre che da capitali mafiosi ed arabi (che non sono certo desiderosi di fare il nostro bene) anche da banche FALLITE e tenute in piedi dal debito pubblico usato per garantire loro approvvigionamenti monetari  per permettergli appunti di fare attività speculative (finanziare gli Stati è pura speculazione, pura usura!), pertanto rimanendo schiavi di questi falliti la fine è certa, solo gli altrettanti falliti mentali non se ne accorgono e infatti continuano a spargere castronerie mentre non si accorgono che il popolo muore, che la civiltà muore!

domenica 17 novembre 2013

Grillo al servizio dei banchieri usurai


Sul blog di Grillo (*) appare un articolo nel quale evidenzia la sua vera preoccupazione e infatti si legge:
"Viktor Orban, il primo ministro, ha cambiato la Costituzione minando l'indipendenza della Banca centrale..."
La Banca Centrale !!!!
Ecco la sua preoccupazione, per Grillo, da perfetto suddito brutannico, la Banca Centrale deve essere INDIPENDENTE, si indipendente dal Parlamento e dal governo, che in pratica sono i rappresentanti del popolo e che al popolo dovrebbero rendere conto delle loro scelte politiche.
Ma come si fa a fare politica se non si controlla il credito?
come può un politico volere favorire e creare investimenti produttivi se non ha la possibilità di ordinare il credito ad una BANCA NAZIONALE  che lo monetizzi?
Nessuna nazione è veramente libera se il credito e la moneta sono controllati da BANCHIERI PRIVATI  che non rispondono a nessuno, nessuna nazione potrà mai evolversi senza largo uso di credito produttivo.
Grillo non è un ignorante in economia, Grillo è un servo dei colonialisti, degli usurai, degli speculatori, Grillo sta truffando milioni di persone volenterose di cambiare, di sentirsi libere, ma Grillo invece usa la sua fama (pompata dai media compiacenti e sudditi a loro volta) per spargere ignoranza ed impotenza, Grillo è un giacobino fatto e finito e contribuisce alla distruzione della civiltà.